Siete i soliti che si lamentano della instabilita’ dei sistemi operativi di zio Bill ?
Ecco come peggiorare le cose !!!
Volete provare in anteprima le versioni non definitive del service pack 1 per Windows Vista e del service pack 3 per XP a vostro rischio e pericolo ?
Circolano in rete le istruzioni per aggirare il registro di sistema e far partire il download dei pacchetti.
La cosa credo sia abbastanza legale in quanto vengono solamente scaricate parti del sistema operativo che non sono ancora definitive.
Da ricordare che il Service Pack 3 di XP scarica ed installa sul sistema anche il nuovo modulo Windows Product Activation, quello definito Network Access Protection module, e il supporto crittografico nel kernel, funzionalità tutte derivate da Windows Vista.
Ecco il link delle istruzioni (vi avverto : non mi assumo responsabilita’ !!!)
Questo è più o meno il messaggio di USAToday, che afferma: “I problemi per Internet inizieranno nel 2010, poiché l’utilizzo di servizi video e interattivi sovraccaricheranno le infrastrutture di comunicazione su cui viaggiato i dati”.
Secondo questi studi, gli ISP (Internet Service Provider) dovranno investire 55 miliari di dollari se vorranno evitare questa crisi. Per gli utenti i primi sintomi dell’olocausto virtuale saranno dei blocchi e dei disservizi intermittenti che non permetteranno di visualizzare siti, o di usare strumenti del web. Per esempio, sarà necessario più di un tentativo per convalidare un acquisto online, o riprodurre un video da YouTube impiegherà più tempo per caricarsi.
Questi studi sono stati effettuati dalla società Nemertes Research, prendendo come campione i dati relativi agli Stati Uniti. Le cose a casa nostra dovrebbero andare anche peggio. La stragrande maggioranza dell’infrastruttura delle telecomunicazione italiana, su cui viaggiano i dati di Internet, è vecchia di decenni e, specialmente in alcune zone del paese, arranca e ha difficoltà ad offrire un servizio decente.
WindowsLive OneCare, un servizio in abbonamento della famiglia Windows Live, è ora disponibile nella sua versione pacchettizzata presso i principali punti vendita di Personal Computer.Disponibile in diciassette nazioni, può anche essere scaricato,sia per una prova gratuita di 90 giorni che per l’eventuale acquisto.
Windows Live OneCare è una soluzione di protezione e gestione dei propri PC, che consente di amministrare facilmente anche più computer, fornendo contemporaneamente una protezione anti-virus e anti malware, nuove opzioni per il backup dei dati, ottimizzazione delle performance, migliorando la sicurezza delle reti domestiche e delle reti aziendali di piccole dimensioni.
Flickr, probabilmente il più famoso sito online di foto al mondo, offrirà un servizio di mappatura che renderà facile la ricerca delle immagini in base al luogo in cui sono state scattate.
Il servizio si chiama “Places” e consente di identificare su una mappa del mondo i luoghi più fotografati.
Flickr Places, sarà disponibile nelle otto lingue attualmente in uso: inglese, francese, spagnolo, tedesco, italiano, portoghese, coreano e cinese, consentirà anche agli utenti di compiere ricerche nominative tra oltre 100mila località.
Google sta introducendo nelle varie versioni localizzate di Google Maps una nuova funzionalità che permetterà di riposizionare i marker, quelle frecce che indicano un indirizzo o una attività commerciale.
Questa piccola particolarità si rivela in realtà di un valore molto più grande di quello che si può pensare: si tratta di un approccio tipo Wikipedia, dove gli utenti vanno a dare il loro contributo per rendere il servizio migliore e preciso.
Certamente posizionare correttamente l’ingresso della vostra casa su Google Maps non avrà una grande rilevanza, se non per i vostri amici che vorranno venire alla vostra festa, ma per le attività commerciali rappresenta quello che per ora i navigatori non possono fare.
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Nell’uso quotidiano del pc ci sono operazioni che prima o poi tutti gli utenti si trovano a compiere, fino a diventare addirittura leggendarie. Il “ctrl + alt + canc” è una di queste: croce e delizia di tutti gli utilizzatori dei sistemi Windows, permette di accedere al task manager per visualizzare informazioni sull’utilizzo del processore, della memoria o – più comunemente - sullo stato di esecuzione dei programmi, permettendo di “killare” quei processi che si sono bloccati per vari motivi.
Tenta di farci dimenticare l’”amata” combinazione di tasti il programmino di oggi: Task Killer è infatti una utility che si va ad installare nella sempre più affollata taskbar di Windows e permette di gestire le applicazioni (visualizzando i relativi processi) in esecuzione, controllando il quantitativo di memoria per esse allocato e offrendoci la possibilità di terminarle con un semplice click.
Un’interfaccia user friendly permetterà con un click il pop up del menu che mostra in verde i processi di sistema e in rosso quelli bloccati per il quali è possibile disallocare la memoria in uso: in questo modo si termina il programma senza danni per il sistema operativo. Il software (che grazie ad un consumo minimale delle risorse del sistema e ad un ventaglio di settaggi disponibili elevato) è disponibile in versione freeware qui.
L’ Italia e i suoi sviluppatori sono esclusi dal concorso indetto da Google che vede ingenti somme di denaro messe a disposizione per la creazione di applicazioni per la nuova piattaforma Android lanciata da Google.
Sfumato il tempo della rabbia, vediamo perché siamo stati esclusi da concorso e quali sono le normative che hanno portato Google a prendere questa decisione (che, oltre al Bel Paese, esclude Cuba, Itan, Siria, Nord Corea, Myanmar e Quebec). Italia e Quebec, a detta dei portavoce di Google, sono stati esclusi a causa delle troppo restrittive leggi che, in Italia, avrebbero costretto a un lungo iter burocratico che era incompatibile con le tempistiche previste per il concorso.
Oltre a ciò, le leggi italiane prevedono che per un concorso nel nostro Paese si debba aprire un conto corrente (con l’intera somma del montepremi) e si sia costretti a assegnare e consegnare i premi in presenza di notaio, rappresentate di un’associazione di consumo riconosciuto e, aggiungiamo noi con un misto di amarezza e ironia, di tutto lo stato maggiore.
Infine, in questo ipotetico scenario, Google avrebbe dovuto compilare una serie di moduli per la registrazione del concorso dai ministeri e dai monopoli di Stato: ancora una volta gli incartamenti (tonnellate di moduli in vece di semplici transazioni informatiche) e la rigida mentalità burocratica hanno fatto si che una delle rivoluzioni degli anni a venire debba rinunciare al contributo e alla creatività delle menti italiane…
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Il settore della pubblicità nei videogiochi aprirà un nuovo versante di sfida per Google e Microsoft. I due colossi hanno da tempo acquisito alcune aziende specializzate - Massive per quanto concerne Microsoft e AdScape per quanto riguarda Google - e hanno iniziato a siglare i loro primi accordi.
In questa partita ha deciso di entrarvi anche Sony che, grazie alla nuova divisione guidata da Darlene Kindler, si appresta a trovare alternative vie di profitto alle non esaltanti vendite PS3. La Kindler - ex dipendente di Adscape e Nintendo - curerà lo sviluppo delle strategie di in-game advertising su tutte le piattaforme Sony Playstation e all’interno del Playstation Network. Sony non ha comunicato quando inizieranno a comparire le prime pubblicità nei videogiochi.
All’appello latitano ancora due aziende a cui la nuova frontiera del profitto potrebbe fare gola: Yahoo e Nintendo. Scenderanno in campo anche loro?
Immaginate di giocare ad uno sparatutto, voi pronti a sparare chiunque vi si trovi dinanzi a voi e all’improvviso vedete due mostri uscire dal McDonald’s !!! Che ve ne pare ???
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Google ha appena rilasciato il software developer kit (SDK) per iniziare a sviluppare applicazioni per Android, il sistema operativo opensource con cui Google cercherà di competere con Microsoft e Symbian, oltre che con altre distribuzioni opensource di derivazione linux.
Per stimolare la realizzazione di applicazioni per Android, Google mette sul piatto una golosissima esca, ben dieci milioni di dollari di montepremi per la Android Developer Challenge, che premierà le migliori applicazioni create per i futuri dispositivi della Open Handset Alliance con premi da 25.000 a 250.000 dollari.
Nella prima fase le applicazioni dovranno pervenire dal 2 gennaio al 3 marzo 2008, e le migliori cinquanta che verranno selezionate a quella scadenza otterranno già da quel momento 25.000 dollari per continuare lo sviluppo: queste cinquanta cercheranno di aggiudicarsi i dieci premi da 250.000$ e i dieci da 100.000$.
La seconda fase partirà nella seconda parte del 2008 quando usciranno i primi dispositivi basati su Android.
Se sapete programmare e non avete altri impegni, l’esca di Google sembra abbastanza interessante. Intanto è stato creato
anche un blog per il progetto Android.
Ecco a voi un video dimostrativo di Android il nuovo sistema operativo di Google, presentato direttamente da uno dei fondatori di Google, Sergey Brin che ci mostra il rivoluzionario OS di nuova generazione per i cellulari.
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Cala il sipario su tutte le speculazioni sul fantomatico gPhone.
Google non realizzerà un telefono cellulare, nè un dispositivo solo per il wireless, bensì dietro tutte quelle acquisizioni nel mondo dei servizi mobile c’era una strategia ben più grande.
Google ha infatti annunciato di aver fondato insieme a diversi operatori tecnologici e costruttori di dispositivi la Open Handset Alliance: questi ne guadagneranno dal non dover più pagare royalties per i sistemi operativi, accettando però di non poter più bloccare alcune funzioni del dispositivo.
Tra gli oltre trenta aderenti alla alliance ci sono Motorola, Qualcomm, HTC, T-Mobile, LG, NTT DoCoMo, Samsung, Telefonica, Nvidia, eBay e addirittura Telecom Italia.
Il cuore di tutto questo progetto sarà il sistema operativo, Android, che era stato acquisito da Google oltre due anni fa: basato sul kernel Linux (sotto licenza Apache 2.0), permetterà agli sviluppatori di creare applicazioni in grado di utilizzare direttamente le funzioni del telefono come ad esempio la messaggistica sms o effettuare chiamate; inoltre utilizzerà una sistema virtualizzato per ottimizzare memoria e risorse di sistema.
Il progetto sarà quindi Open Source e permetterà quindi a tutti gli sviluppatori di contribuire alla sua crescita.
Diversamente dall’iPhone, Android non farà differenza tra le applicazioni del sistema base e quelle realizzate da terze parti.
Per la metà di novembre dovrebbe fare la sua comparsa un SDK che permetterà agli sviluppatori di iniziare a lavorare: per quello che riguarda i primi dispositivi con sistema Android dovremo aspettare la seconda metà del 2008.
Google si affretta però a sottolineare che non abbandonerà chi non utilizzerà un sistema di questo tipo, continuando ad offrire i suoi servizi in versione mobile come ha fatto finora.
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